Francesco Moser festeggia i 70 anni nel ricordo d’una carriera favolosa che lo consegna alla storia ed alla leggenda del ciclismo. Ed è piacevole rivivere con lui un’epoca importante della nostra
vita, gli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Il campione trentino che negli anni di gioventù indossa la maglia gialla al Tour de France facendo meglio di Merckx, almeno per un giorno, sulle strade belghe, prima di portargli via il record dell’ora. Ma anche due campionati del mondo, su pista e su strada, in altrettante stagioni. C’era riuscito soltanto Fausto Coppi fra i nostri campioni a realizzare quel fantastico bis. Poi le tre Roubaix consecutive. Nessuno ha mai saputo, da fine ottocento al terzo millennio, aggiudicarsi la classicissima del pavè tre volte di fila sempre per distacco. E un altro mondiale, a punteggio, il Superprestige, ideato dai francesi e che in 30 anni esatti d’effettuazione soltanto lui fra gli italiani ha vinto. Del resto Francesco è il campione nostrano di sempre che ha ottenuto il maggior numero di successi, ben 279. E sul finire di carriera ecco i due frutti proibiti, la Sanremo ed il Giro d’Italia, colti in pochi mesi nella
stagione in cui – realizzati i due record dell’ora in Messico – ha consegnato il ciclismo alla scienza. Ecco perché val la pena rivivere in questo libro la sua fantastica cavalcata in bicicletta.
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